L’equilibrio. Un percorso di cambiamento e consapevolezza raccontato con concretezza da chi lo ha fatto: la storia di Edoardo.

Quando parliamo di equilibrio intendiamo un approccio sistematico che coinvolge tutti gli aspetti della nostra vita. Per celebrare questo tema, abbiamo intervistato una persona speciale, che ha cercato l’equilibrio e ne ha fatto un punto cardine su cui permeare corpo e mente. Ci ha raccontato la sua storia e come ha fatto ad approcciarsi ad una filosofia di vita più sostenibile ed in linea con i ritmi della natura.

Si tratta di Edoardo Cicconi ‘spirito libero’ come ama definirsi, ex personal trainer che ha cercato uno stile di vita in linea con se stesso e ha vissuto l’equilibrio con pragmatismo e dedizione.

Edoardo raccontaci la tua storia professionale, di cosa ti occupavi prima e di cosa ti occupi ora.

Ho sempre esercitato la mia professione occupandomi delle persone, lavorando per anni come Personal Trainer dipendente presso alcune palestre della mia provincia. Ho studiato per seguire questo percorso, mi ci sono dedicato, imparando moltissimo. Ho sempre praticato massaggi terapeutici ma rendendomi conto che non c’erano degli aspetti fondamentali: io intervenivo sul problema fisico, ma il dolore tornava. Mi sono accorto che integrare il corpo, la mente e lo spirito era un punto chiave per intervenire sulla buona riuscita del processo di guarigione. Ho cercato qualche approccio a 360 gradi e mi sono trovato in sintonia con il massaggio californiano, creato da un gruppo di Yogi e psicologi occidentali che negli anni 60 si sono ritrovati in California per mettere a punto una disciplina che si basa sulla fusione tra oriente ed occidente. A questo punto del mio percorso ho lasciato il mio lavoro da dipendente. Ormai non mi rispecchiava più, era troppo limitante, ed ho deciso di iniziare il mio cammino verso il massaggio olistico e verso la filosofia orientale. Non sono un indianista, nel sistema orientale ci sono molte pecche, mi definirei più un sostenitore della fusione tra oriente ed occidente, che porta al progresso, e quindi all’equilibrio.

Un bel cambiamento, come è avvenuto?

Immediatamente, appena me ne sono accorto. Vorrei condividere un pensiero di Krishnamurti: se noi aggiungiamo il tempo al cambiamento non stiamo più cambiando. Quando stiamo per cadere in un burrone, facciamo tutto per non caderci. Quindi se mi accorgo che qualcosa non funziona perché devo impiegare anni per toglierla? Deve essere tolta immediatamente.

Quindi hai unito i tuoi interessi e la tua crescita personale nella tua professione. Immagino ci sia stato anche un grande lavoro su te stesso per trovare il tuo equilibrio. Come ci sei riuscito?

Pazienza ed applicazione, ed onestà verso me stesso. È stato un percorso lungo ma anche molto stimolante. Si tratta di prendere in mando la situazione e prendersi delle responsabilità. Per fortuna siamo solo noi gli artefici del nostro destino ma allo stesso tempo siamo bravissimi a raccontarci che sia sempre colpa degli altri.

Come tutti i processi di consapevolezza, non si è mai lineari. Posso però dirti che ha avuto inizio da un episodio spiacevole che mi è successo diversi anni fa che mi ha fatto a riflettere sul senso di responsabilità personale da cui deriva anche l’equilibrio. Partendo dal presupposto che amo stare con gli altri e amo anche stare in solitudine. Da qui parte l’idea che ho poi portato avanti nel mio percorso di vita: non faccio dipendere dagli altri la mia gioia o la mia tristezza, essendo io il pilota della mia vita e della mia felicità.

Il Rāmāyana è un testo antico indiano che tra i vari insegnamenti ci comunica che lo scopo della vita è essere felici.Forse si è un pó persa di vista questa verità. Viviamo giornalmente con emozioni negative di paura, senso di colpa, inadeguatezza e ansia costantemente attenti a cosa potrebbero pensare le altre persone.

Adesso quindi ti senti in equilibrio?

Si, ma soprattutto mi impegno per mantenerlo. Faccio spesso l’esempio dei funamboli che quando si accorgono di stare per cadere si muovono per mantenersi in equilibrio. Può capitare di sbilanciarsi, ma l’importante è allenarsi ed accorgersi che qualcosa ci sta portando fuori dal filo e riequilibrarsi.

Ti faccio un esempio pratico che capita a molti di noi, la gestione della pausa pranzo. Spesso viene fatta al volo perchè poi bisogna “ricominciare a lavorare”. Mangiare di fretta e spesso senza badare a ciò che mangiamo crea enormi problemi al corpo. Equilibrio è accorgersi di quello che facciamo, quello che mangiamo e di come ci fa stare. Necessario è quindi dare valore all’esperienza ed ascoltare il proprio corpo. Nell’epoca del Multitasking questo non viene spiegato da nessuno. Non ce lo spiegano neanche a scuola, ci dicono di fare 3 o 4 o 5 cose insieme, in un mondo che è già fortemente iperstimolato.

Essere presenti nel “qui ed ora” quindi, vivere il presente anche attraverso la meditazione. Ne parli anche nel tuo ultimo libro “Edoardo Cicconi”.  

L’immagine che in occidente si ha della meditazione è il clichè del signore anziano seduto sul ciglio della cascata nella posizione del loto. Quello che intendo dire, che è anche l’intento de mio libro, è far capire che non esiste uno scopo univoco nella meditazione, sicuramente però è importante anche dedicarsi del tempo per conoscersi. La meditazione educa alla presenza mentale, all’equilibrio ed alla congiunzione tra corpo e mente e spirito, che deve essere sempre in armonia. Non ci può essere un eccesso di mente o un eccesso di corpo altrimenti si creerebbe un disequilibrio. Equilibrio significa anche essere sé stessi, senza finzioni ed uscendo dal ruolo che la società ci ha costruito.

Trasportare la meditazione nella quotidianità, dando valore a quello che si fa e con chi si è. Se sto mangiando con altre persone io preferisco concentrarmi sulle altre persone e parlare, se mangio da solo mi concentro sul cibo, se cammino nel bosco invece sto con me stesso.

Tutti questi concetti di cui hai parlato nell’intervista di oggi sono quindi racchiusi nel tuo libro. Da dove è nata l’idea di scriverlo?

Il libro è nato da una serie di appunti. Sono racchiusi al suo interno 10 anni di conferenze, appunti di crescita personale e libri letti. Durante il Lockdown 2020 mi sono trovato con parecchie ore libere, ed ho quindi deciso di utilizzare questi appunti ed il materiale che avevo intanto raccolto nel tempo. Ho deciso di calarli nella quotidianità ed adattarli ala nostra epoca. Ci sono molte indicazioni pratiche, ma non è un manuale tecnico. C’è anche molta teoria.

Il libro è quindi diviso in diverse parti: c’è una parte di appunti e riflessioni, e una seconda parte in cui riporto la mia esperienza in India nel 2018. Ho percorso 6000 km in un mese dove ho avuto modo di vedere nella pratica molte teorie studiate in questi anni. Sono molto più aperti anche all’ascolto verso il prossimo e alla condivisione. L’India è sconvolgente perchè per molti occidentali è incredibile esista un mondo tanto diverso da quello a cui sono abituati

Il libro di Edoardo Cicconi si trova a questo Link, se volete saperne di più su di lui potete contattarlo attraverso il suo sito internet.

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