La storia di Elisa e il suo ritorno all’agricoltura.

Oggi vi parliamo di Elisa, in arte Nativa Elisa Farm, ed una scelta avvenuta in modo drastico: tornare alle origini e riprendere in mando la piccola azienda agricola di famiglia. Ha fatto una scelta sostenibile ed in linea con sé stessa e le sue aspirazioni personali.

Elisa raccontaci la tua storia e il tuo percorso professionale

Sono nata nel 1984 nella bassa padovana, un territorio ricco di natura ed animali. Provengo da una famiglia di agricoltori. I miei nonni lo erano e così anche mia madre.

Durante gli anni universitari il mio obiettivo era quello di trasferirmi in città, ma la vita ha voluto diversamente e per motivi di salute sono rientrata. Ho iniziato a lavorare nel campo della ristorazione, la prima via che scelsi per uscire dalla mia crisi “universitaria”.

Ho vinto un concorso dell’unione Europea, partecipando ad una formazione per specializzarmi come cuoca. Esperienza che mi ha permesso un anno dopo, di aprire la mia prima attività, avevo solo 21 anni. Mi sono trasferita in un paesino delle Dolomiti, per aprire un B&B.

Vivere 6 anni in montagna, ha cambiato radicalmente la mia prospettiva di vita permettendomi di conoscere persone straordinarie, dei veri outsider, mi sono avvicinata in questo periodo alla naturopatia ed alla cucina vegana.

Il B&B era stagionale, perciò ho iniziato a formarmi in campi differenti come tecniche posturali, yoga, pilates, naturopatia, lavorando in diverse palestre e contemporaneamente a gestire il B&B. Ho chiuso il B&B quando ho compiuto 27 anni per dedicarmi totalmente al campo della cura della persona che era diventata l’attività principale. Ho poi aperto anche il mio studio: Nativa.

Durante il primo Lockdown però le cose sono cambiate drasticamente. Ho sempre avuto il sogno di trasferirmi in Toscana e trovare un immobile per gestire le mie attività, ma l’idea di aprire un mutuo non era forse la strada migliore. Ho quindi rivoluzionato nuovamente la mia vita.

I miei genitori hanno costruito negli anni una piccola attività agricola ed ho avuto a fortuna di poterla rilevare. La mia voglia di vivere all’aria aperta e di tornare ad uno stile di vita più semplice ha fatto il resto. La mia famiglia  aveva già impostato i primi esperimenti di selvicoltura, io sto promuovendo e sto seguendo un progetto per creare in futuro un orto giardino. Mi sto interessando all’ agro ecologia, la scienza che porta avanti l’ecologia applicata all’agricoltura con l’obiettivo di mantenere la salute del suolo e creare un nuovo sistema sostenibile.

Ci sono stati ostacoli?

Spesso la strada è in salita, ma vengo ripagata dal vivere nella natura e dedicarmi alle mie passioni.

Quest’anno abbiamo avuto la moria delle api purtroppo, ed è un problema comune a molti.Terremo le api libere, senza altri scopi, in modo che facciano il loro lavoro.

Com’è il bilancio della tua nuova esperienza ad oggi?

Positivo senza dubbio, per me è un lavoro di relazione. Attraverso la terra mi sono riunita con la mia famiglia, sono tornata alle origini. Inoltre ho scoperto che il lavoro con l’agricoltura mi viene davvero molto naturale. Quando ho chiuso il mio studio sono stata un anno a casa, anche per “colpa” del lockdown e ritornare all’aria aperta è stato come uscire da una gabbia dorata.

Credo che ci si possa reinventare, credo che ognuno abbia una missione, la mia ancora la devo scoprire. Ma nel frattempo, faccio il meglio che posso, nel posto in cui sono e con quello che ho.

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